venerdì 30 agosto 2013

Un sistema diverso dal nostro

Nell'ospedale di San Francisco nel quale nascerà Tegolina, le mamme in dolce attesa che hanno avuto la fortuna di avere una gravidanza normale, low risk come dicono qui, entrano a fare parte di un gruppo prenatale nel quale un'ostetrica e un'amministrativa dell'ospedale seguono le mamme sempre più panciute e i loro rispettivi partners nel corso della gravidanza. 
Nel gruppo di ottobre, che è il mio, sono quindi state messe insieme tutte le mamme il cui parto è previsto tra la fine di settembre e la fine di ottobre; siamo circa una decina. L'ostetrica che tiene il corso si chiama Teresa, ma non è italiana bensì americana, e l'amministrativa Meagan è di origini peruviane ma deve essere arrivata in America molto presto; sebbene siano entrambe giovanissime, hanno diversi anni di esperienza alle spalle. 
In pratica questi incontri, che fino al sesto mese hanno una cadenza mensile, mentre dal sesto all'ottavo mese hanno luogo ogni due settimane e poi tra l'ottavo e il nono mese ogni settimana, vanno a sostituire i controlli medici. L'idea è questa: si tratta di una gravidanza normale, quindi hai bisogno principalmente di un'ostetrica che sappia fare il suo lavoro e che voglia mettere al tuo servizio tutte le sue competenze e la sua esperienza. Se dovessero esserci dei problemi, di qualunque natura, vedrai il dottore al quale spettano i controlli più invasivi e le prescrizioni dei medicinali o degli esami aggiuntivi. In questo modo i medici vengono alleggeriti del carico lavorativo e si possono dedicare ai casi più complessi, mentre le pazienti hanno a loro disposizone ostetriche più predisposte a dedicare loro del tempo e a rispondere alle numerose domande comuni ad una mamma in fase di formazione.

Il corso dura due ore ogni volta e si svolge all'ora di pranzo (cioè nel primo pomeriggio per gli americani!). 
Vi è una prima parte autogestita durante la quale le mamme, con l'aiuto del compagno, prendono in mano la loro cartella clinica, la aprono e la spulciano alla ricerca dei risultati degli ultimi esami o dei commenti aggiunti dal medico. La cartella viene completata dalle mamme stesse che inseriscono i dati nuovi relativi alla pressione del sangue e al peso che si misurano da sole o con l'aiuto dei mariti. Poi si incontra l'ostetrica a tu per tu, dietro ad un separè: l'ostetrica prende le misure dell'utero verificando la regolare crescita della pancia con un metro e tramite palpazione, e controlla anche il battito cardiaco del bambino con il doppler. Alla fine dei controlli, risponde a tutte le tue domande, ai dubbi e alle perplessità. 

Dopo questa parte iniziale, si passa alla sessione vera e propria. Per ogni lezione ci sono più temi: si è partiti a maggio da nozioni generali di genetica e da spiegazioni relative alle ecografie e ai primi segni di malessere in gravidanza per trovarvi delle soluzioni attraverso il confronto tra le mamme; si è continuato, nei mesi, con l'analisi delle diverse fasi dello sviluppo fetale, si è parlato delle regole nutrizionali per la mamma, degli esami nei singoli trimestri, dei segnali del parto o del parto prematuro, della gestione del dolore e delle possibili posizioni per partorire, dell'allattamento... e di tante altre cose ancora.

Questa settimana era prevista la visita al reparto nel quale Teg verrà al mondo. Penso che anche in Italia si faccia e trovo sia molto utile conoscere quegli spazi poco familiari prima di entrarci in una situazione di particolare stress. Torna particolarmente utile a chi, come me, non aveva ancora messo piede in uno dei reparti ospedalieri americani... 
Sala travaglio e parto
Ecco quindi come si presentano le stanze del travaglio e del parto: decisamente accoglienti, con un letto singolo al centro e ai due lati abat-jour bianche, una grande finestra, il bagno privato completo di doccia, la tv, una sedia a dondolo e varie sedie per gli ospiti e i sostenitori, oltre che tutta l'attrezzatura necessaria per la mamma e il bambino. L'ostetrica ci ha anche mostrato alcuni degli strumenti più comuni che possono essere utilizzati durante il travaglio e il parto, li abbiamo visti e maneggiati per familiarizzare con l'idea...

Le sale per la degenza invece si trovano su un altro piano dell'ospedale. Sono più simili a quelle degli ospedali italiani, ma sono sempre stanze singole nelle quali è presente anche un divano-letto per chi decide di fare compagnia alla paziente per la notte. Ci hanno detto che generalmente dopo il parto naturale sono previste due notti in ospedale; mentre dopo un cesareo, tre notti. E il bambino rimane sempre nella camera della mamma e da lì si muove solo se devono essere fatti dei controlli speciali. Pare che appena nato, Tegolina riceverà un bel braccialetto che farà suonare l'allarme di sicurezza se dovesse essere avvicinato agli ascensori o alle scale. 
"Insomma, Teg, non so se l'hai capito, ma a casa da solo proprio non ci puoi andare! Bandito ogni tentativo di fuga!"
Alla prossima

martedì 27 agosto 2013

Qui succedono cose strane

L'altra sera mi è successa una cosa proprio strana, una cosa che non credevo assolutamente possibile.
Ero tranquilla a casa quando, tutto ad un tratto, ho sentito un rumore familiare, simile a quello di una cerniera che si sta aprendo. 
Mi sono guardata attorno stranita, cercando di capire da dove potesse provenire quel rumore, ma niente. 
Non c'era nessun altro nella stanza in cui mi trovavo e nemmeno nello sgabuzzino adiacente al salotto.
Sono rimasta ancora in attesa, con le orecchie tese. Non sapevo se sperare che quel rumore tornasse, ma ero anche curiosa e volevo capire da dove provenisse...
Qualche istante dopo, di nuovo: una zip in apertura, lenta ma costante. Mi sembrava di poter contare i dentini di quella cerniera, uno dopo l'altro. 
Ero impietrita.
Il rumore è continuato per qualche istante, poi si è fermato, all'improvviso. 
Ho guardato verso il basso. 
Non potevo crederci. 
Una testa, una piccola testolina rosa stava sbucando dalla mia pancia!
"Oddio, Tegolina, figlio mio, ma che ci fai con la testa di fuori? Non è il momento, tesorino, non è ancora il momento: mancano ancora due lunghissimi mesi! Per favore, torna dentro alla tua casetta nella pancia della mamma..." 
A malincuore, l'ho dovuto convincere a rimandare la sua scoperta del mondo e a richiudere quella zip, facendo attenzione a non pizzicarsi le dita... Si è lamentato un pochino, ma poi si è convinto che non era ancora grande abbastanza per starsene all'aria aperta; così ha richiuso la zip piano piano, ma solo dopo una carezza e un bacino volante sul nasetto!

Insomma, questo è quello che è successo...

Ho preso una maglia bianca e dei colori da stoffa.

Ho disegnato, con il nero, i due lati della cerniera nella parte bassa della maglietta. Nel tracciare le linee, sono stata attenta ad interrompere quella inferiore nel punto in cui avrei poi inserito la manina di Tegolina appoggiata alla zip. Poi, ho segnato i contorni di testa, orecchie, bocca, naso e occhi in questo esatto ordine e alla fine, il braccetto che tiene aperta la cerniera e la manina sulla zip.
Ho aspettato che i dettagli fossero perfettamente asciutti prima di passare alla colorazione di viso, braccia e mani. Ho steso il rosa utilizzando due pennelli diversi (uno più grosso e con più setole per stendere il colore e uno più sottile per le parti più vicine ai contorni in nero che non volevo coprire). Sempre con il nero ho colorato l'iride, lasciando in bianco due cerchietti per dare più vivacità allo sguardo.
Ho aspettato che il tutto si asciugasse prima di riprendere il nero per disegnare i dentini della cerniera sopra e sotto.

A questo punto, mi sono potuta dedicare ai dettagli e quindi ho aggiunto il nome di Tegolina da un lato, seguito da un cuoricino.












Se avete quindi voglia di dilettarvi con i colori da stoffa e avete un'amica o una conoscente in dolce attesa, questa potrebbe essere sicuramente una simpatica idea regalo, economica e personalizzabile e, di certo, unica nel suo genere
Alla prossima creazione
  

 

venerdì 23 agosto 2013

Art Story #2

Qualche settimana fa, vi parlavo del cartone animato Art Story che era in fase di produzione in Florida e per il quale i due disegnatori e produttori, Aaron Blaise e Chuck Williams, stavano cercando dei finanziamenti
Ebbene, volevo dirvi che il contributo mio e di Tegolina (insieme a quello di altre 1783 persone che hanno voluto finanziare questo progetto) è risultato fondamentale: il progetto andrà in porto, il cartone animato verrà realizzato e uscirà nei cinema! 
La quota prevista di 350,000$ è stata raggiunta e addirittura superata! (qui se volete altri altri dettagli). Quindi adesso non resta che attendere il completamento dei lavori e aspettare l'uscita del cartone nelle sale... 
In queste settimane e ancora in questi giorni, tutti quelli che come noi hanno contribuito in qualche modo, continuano a ricevere e-mails di aggiornamento e devo dire che mi sembra proprio un bel modo per coinvolgere le persone che hanno preso parte all'iniziativa, che hanno scelto di credere nel progetto e di fare il possibile perché esso andasse a buon fine. Seguire la realizzazione del cartone, anche se a distanza, sapendo di aver potuto fare qualcosa perché questo fosse prodotto, fa piacere. Ci si sente come gocce nell'oceano capaci di fare la differenza... e questa è proprio una grande cosa!
Alla prossima

giovedì 22 agosto 2013

La Maison Jaune è diventata Verte!

Ricordate che lo scorso marzo vi raccontavo dei lavori in corso negli spazi comuni della Maison Jaune
Ecco, sarete contenti di sapere che finalmente i lavori nel nostro palazzo sono finiti! 
L'ingresso principale, che prima si presentava così, con pareti gialle su cui si stagliava uno specchio rettangolare tra due piccole appliques classiche, sopra ad un mobile in legno piuttosto largo su cui venivano sempre messi fiori freschi (ah, il tocco delicato dei nostri padroni di casa!), è stato completamente rivoluzionato.
Siamo decisamente passati ad uno stile moderno! 
E io ancora non so se mi devo preoccupare per questo cambio radicale e se devo anche cercare di capire a che cosa sia dovuto... Fatto sta che di uguale è rimasta solo la tradizione dei fiori freschi (oltre a qualche tocco di giallo che evidentemente piace!).
Più preoccupanti sono più che altro alcuni dei dettagli ai piani superiori...
Se ricordate, a marzo era stato chiesto il mio modesto parere riguardo al nuovo verde per le pareti e al colore per il corrimano delle scale. Io, da brava italiana storica dell'arte (improvvisata in quel momento interior designer), avevo suggerito di lasciare il corrimano bianco e magari riprendere agli angoli il colore delle pareti... insomma, proponevo una sorta di abbinamento molto delicato!
Di certo non mi era stato detto che le nuove lampade pendenti sarebbero state dai colori accesi e diverse per ogni piano...
Magicamente il nostro piano è diventato rosso! 
[Non diciamo niente sull'abbinamento verde-rosso, vi prego...].

Ecco quindi l'idea geniale dei padroni di casa: dipingere di rosso anche la base quadrata delle scale e l'angolo di appoggio del corrimano!
Al piano superiore invece, troneggia la versione in verde acido della stessa lampada. Notiamo il disperato tentativo di pendant (mancato) con quel piccolo quadratino che sbuca in alto a destra, che è addirittura di un altro tono di verde ancora.


Ok, il concetto di abbinamento del colore sfugge, è evidente...
A voi probabilmente tutto questo non sembrerà una grande tragedia... ma come faccio a spiegarvi quanto mi mancano quelle bellissime lampade liberty che pendevano dal soffitto fino a qualche mese fa? 
Io, ogni volta che apro la porta di casa, mi ritrovo davanti agli occhi quella terribile lampada rossa... e mi sento proprio male!

E allora, se incrociassi il padrone di casa, curioso di sapere che cosa ne pensi la storica dell'arte italiana dei risultati dei lavori, quali parole potrei o dovrei usare per dirgli la verità senza urtare i suoi sentimenti e senza cancellare quel sorriso soddisfatto sulle sue labbra?


Non crediate che non sia già successo. 
Io gliel'ho detto, e basta... inutile fare troppi giri di parole: tanto stava già leggendo in faccia tutto il mio disgusto! Però sono stata anche gentile, molto gentile, talmente gentile che forse lui non ha colto tutto il mio disappunto...  meglio così! 

Quando poi mi ha chiesto, ridendo, se di sera il nostro pianerottolo avesse vagamente l'aspetto di un boudoir... che cosa gli avrei dovuto dire?!

Povera me.






Alla prossima  


martedì 20 agosto 2013

Il primo regalo della mamma

La maestra di yoga prenatale, che è una donna pazzesca, piena di energia e di entusiasmo per il suo lavoro, ripete sempre a noi future mamme (o moms-to-be, come dicono qui) che siamo state in grado di fare un regalo grandissimo ai nostri bambini: abbiamo offerto loro un posto sicuro e accogliente dentro di noi, nel quale crescere nei primi mesi di vita. 
Effettivamente, un regalo più prezioso di questo è difficile da immaginare... e mi piace pensare che questo sia stato il primo regalo per Tegolina che sono stata capace di creare e a cui si uniscono ogni giorno le attenzioni e le cure che ho per lui, le carezze, le parole, la musica e le canzoni, altri piccoli ma grandi doni sempre a lui rivolti.  
Mi piaceva però l'idea di fare al mio batuffolino anche un piccolo regalo simbolico, un oggetto che non rientrasse tra le cose strettamente necessarie, diciamo, e che spero possa diventare per lui un ricordo speciale della sua infanzia. 
Mi sono orientata su questo grazioso carillon in legno, intagliato a mano.
Una mamma si prende cura del suo bambino che dorme tranquillo nella culla sotto ad un cielo blu stellato mentre i giochi del piccolo ruotano su una pedana seguendo le note della celebre Ninna Nanna di Johannes Brahms (Wiegenlied, Op. 49 no. 4).



Ecco il carillon in azione...
Non è stato facile trovarlo perché a quanto pare in America vanno più di moda le scatole musicali (= music boxes) oppure le giostre. Così la ricerca si è dovuta necessariamente spostare in Europa ed è dalla Germania che è arrivato in pochi giorni questo carillon.  
Per il momento Tegolina sembra apprezzare, anche se Brahms non è ancora riuscito a spodestare Mozart nel suo cuore, sembra. Così i brani mozartiani continuano comunque a riscuotere più successo o almeno questo lasciano intendere i numerosi movimenti in rapida successione che cominciano inevitabilmente ogni volta che qui si ascolta Mozart...
Vedremo anche se riusciremo a farlo addormentare con queste dolci note, unendo l'utile al dilettevole!
Alla prossima

giovedì 15 agosto 2013

Alemany Farmers Market

Difficile trovare un pomodoro che sappia di pomodoro a San Francisco. Per mesi siamo andati avanti a cercare, nei grandi supermercati o nei piccoli negozi di frutta e verdura sparsi per la città, ma niente. Non c'era verso. Frutta e verdura non sapevano mai di niente! All'apparenza parevano meravigliosi: nessuna imperfezione, un idillio estetico praticamente... che cessava nel momento stesso in cui, arrivata a casa, procedevo con l'assaggio. Tutto sembrava assolutamente privo di sapore!
Poi un giorno ci suggerirono di andare in uno dei farmers market (= mercati ortofrutticoli) che si tengono in varie parti della città in giorni diversi della settimana (qui li vedete elencati tutti). 
Farmers Market- Ferry Plaza (da qui)
Così un sabato mattina andammo a quello di Embarcadero nella Ferry Plaza. Ricordate? La piazza della battaglia dei cuscini! (qui se volete rileggervi quel famoso post che raccontava di un San Valentino piuttosto particolare).
Ad Embarcadero rimanemmo allibiti: una pagnotta 5$, un vasetto di marmellata minuscolo 12$, zucchine a 6$ alla libbra (= circa 450 grammi). Facemmo un giro lì, ma naturalmente non ci azzardammo ad acquistare nulla.  Prezzi folli, tre volte tanto quelli di un comune supermercato, per quanto San Francisco sia una delle città più care d'America insieme a New York! Finimmo quindi col pensare che se volevamo mangiare cose buone e saporite qui, le dovevamo pagare, e pure care... e ci rassegnammo a quest'idea.
Alemany Farmers Market
Da qualche mese a questa parte però, abbiamo scoperto un altro mercato situato in Alemany Boulevard nel quartiere di Bernal Heights: finalmente un posto dove è possibile acquistare frutta e verdura direttamente dal contadino, pagando cifre ragionevoli per cose davvero gustose! 
Il parcheggio nel quale si trovano i vari banchetti ogni sabato mattina non è particolarmente accattivante, specialmente se si hanno in mente le piazze di sapore medievale di Padova.
Alemany Farmers Market
Tuttavia, un po' di colore lo danno le pareti dipinte di alcuni banchi e naturalmente la frutta e la verdura in esposizione. 
Il mio banchetto preferito in assoluto è quello che vedete qui sotto; si presenta isolato, sul lato corto del parcheggio. Appartiene a tre messicani panciuti, che se la raccontano che è un piacere mentre tu scegli frutta e verdura! 
Alemany Farmers Market - Banchetto dei messicani
Eh sì, perché qui funziona così: al mercato, come anche nei supermercati in genere, è il cliente a scegliersi la frutta e la verdura. Prendi un sacchetto, che di solito è appeso sopra ai prodotti in vendita, come vedete nelle foto, lo riempi e alla fine, passi al contadino la tua selezione. A lui spetta solo il compito di pesare la tua spesa, dirti il prezzo e prendersi i soldi.
Alemany Farmers Market - Banchetto dei messicani
Il banchetto dei messicani ha sempre fiori freschi che campeggiano da un lato, frutta matura e gustosa (che ci ha permesso di preparare deliziose marmellate homemade) e verdura profumatissima.  
Non siamo nemmeno gli unici a lasciarsi inebriare dai profumi estivi, come vedete nella foto qui sopra!
Tra la verdura di stagione, adesso compaiono naturalmente i peperoni che brillano al sole, quando il sole c'è...
Ho trovato anche le zucche e i cavolfiori, in due diverse tonalità, ma devo dire che non mi sono ancora azzardata a sperimentare quelli arancioni! Si finisce col prendere ciò che è più familiare per l'occhio italiano... ma qualche volta si sperimenta ed è stato così che abbiamo scoperto ad esempio una varietà di zucchine gialle che risultano lievemente più dolci rispetto alle nostre.

Si rimane inevitabilmente in estatica osservazione di tutto ciò che risulta estraneo. Belline le melanzane nane, color melange, ma alquanto inquietanti queste specie di cetrioli lunghi più di mezzo metro. 





E non ditemi che ignorate l'esistenza dell'okra (= gombo)! Io, prima che Wikipedia mi illuminasse, sinceramente non sapevo che cosa fosse il gombo e di certo non sapevo che la Sicilia è la maggiore produttrice di questa verdura usata nella cucina greca, brasiliana, turca, giapponese e indiana! 
Ma non sempre si è così fortunati da trovare scritto il nome della verdura che si sta osservando curiosamente. E così ti riduci a definire queste verdure avvicinandole a qualcosa che conosci.
Puoi trovare quindi simil fagiolini violacei o gialli, oppure lunghi mezzo metro, e simil cetrioli dalla buccia a bolle (che siano zucchine? o che altro?). Insomma, è evidente la mia totale ignoranza, ma sono decisa a continuare l'esplorazione che, in fin dei conti, costituisce sempre un'occasione per imparare qualcosa di nuovo!
E poi, lo vogliamo dire quanto adorabile è questa melanzana col nasino alla francese?
Alla prossima

venerdì 9 agosto 2013

Accidenti all'estate a San Francisco! Parte 2

Ecco la nebbia di cui vi parlavo ieri qui. Entra nella Baia verso sera, come vi dicevo, e se ne va verso metà mattina, di solito. 
Devo dire che si tratta di una nebbia che, tutto sommato, possiede un certo fascino, specialmente se vista all'imbrunire da uno dei punti di osservazione della Golden Gate National Recreation Area da cui si può ammirare tutta la città. Proprio da una di quelle piazzole è stata scattata la foto che vedete sopra.
Ma un aspetto poco noto, relativo al clima di San Francisco, è questo. Dovete sapere che i diversi quartieri della città presentano condizioni climatiche molto differenti. Si può dire, in generale, che alcuni quartieri siano più soleggiati di altri, ed è bene e utile saperlo quando si sta cercando casa! 
Ma ciò che ha proprio dell'incredibile è che nello stesso momento della giornata, in due posti diversi della città, ci possono essere condizioni completamente differenti. 
Quartiere di Lower Haight
Se prima  ti trovi a passeggiare per le vie di Lower Haight e il cielo è completamente coperto e fa così freddo che ti si gela il sangue nelle vene pur camminando a passo svelto, ecco che una volta arrivato a Russian Hill, il cielo ti appare azzurro e limpido e un sole rassicurante ti scalda il volto, permettendoti di aprire un po' la giacca e di sorridere beato.
Quartiere di Russian Hill
Mi hanno raccontato anche, ma di questo purtroppo non ho una documentazione fotografica, che pare sia addirittura successo che dentro allo stesso stadio di baseball dei Giants, ci siano state, durante una partita, condizioni metereologiche differenti ai lati opposti dello stadio. Non so se sia davvero possibile, ma mi dicevano che all'uscita, una parte degli spettatori era rossa paonazza in volto per il sole che li aveva accecati per tutta la durata del match, mentre l'altra è uscita livida e infreddolita, perché da metà partita in poi, quel lato dello stadio era stato investito dalla nebbia, una nebbia talmente fitta da impedire di vedere addirittura i giocatori in campo! Meglio informarsi su quale sia la tribuna più fortunata allora, prima di prendere i biglietti!
Alla prossima

mercoledì 7 agosto 2013

Accidenti all'estate a San Francisco! Parte 1

L'anno scorso ho portato pazienza perché ero alla mia prima estate sanfranciscana. Me ne sono stata zitta e buona, in attesa di capire come si sarebbero evolute le cose. Visto l'andazzo però, ora che sono alla seconda estate sanfranciscana, zitta più non sto.
Mentre tutti esibiscono costumi e costumini, canotte e petti villosi, volti abbronzati e sereni in videochiamata skype o su facebook, ecco che noi appariamo lividi dentro alle nostre felpe grigie e ai nostri pantaloni lunghi della tuta.  
Qui, noi, si patisce il freddo, come faccio a spiegarvelo? Come faccio a spiegarlo a chi suda nell'afosa pianura padana o a chi si nasconde all'ombra per paura del solleone nelle ore più calde della giornata al mare?
Ci provo. 
D'estate a San Francisco viaggiamo intorno ai 20 gradi quando ci va bene. Il cielo è generalmente nuvoloso, salvo qualche eccezione temporanea, e la nebbia - sì, proprio la NEBBIA, avete letto bene - fa capolino ogni giorno. Non si tratta della nebbia come la conosciamo noi in Italia, ma piuttosto di nuvole basse che arrivano in città alla mattina spinte dal vento oceanico, spesso dirandandosi in giornata per poi rientrare nel tardo pomeriggio dopo essersi fatte un bel giretto verso sud.
Persino gli indiani d'America pare avessero evitato di insediarsi a San Francisco: la consideravano insalubre. E quanto avevano ragione quei saggi! 
Ecco quindi che in tale contesto estivo, ben si giustificano cartelloni pubblicitari come questo che si trovano in giro per la città.



Non leggete bene? 
Non disperate: 
ZOOM!
 "Don't call it Frisco. Or Summer" (= non chiamatela Frisco. O estate).

Ve la spiego...

Innanzitutto, mai chiamare San Francisco "Frisco"! Potete chiamarla "SF", "San Fra", "The City", ma MAI "Frisco". Ai sanfranciscani non piacerebbe, perché questa sorta di diminutivo è concepito in realtà come un dispregiativo. Mi sono informata e pare che il termine risalga addirittura al 1876 quando venne costruita la tratta ferroviaria tra St. Louis e San Francisco, chiamata appunto "Frisco" (se vi interessa approfondire la storia dei soprannomi di San Fra, date un'occhiata qui). Di solito sono quelli che non abitano a San Francisco a chiamarla "Frisco" per sottolineare il carattere fricchettone e anticonformista della città. Ci è capitato per esempio in Baja California che una coppia del Montana la definisse così, ridacchiando sotto ai baffi ricordando gli hippies e gli omosessuali che vivono qui. 
Quindi, non chiamatela Frisco o i san franciscani si arrabbiano. 
E non chiamatela nemmeno estate però, perché di estate non si tratta! Nel cartellone pubblicitario si intravede il Golden Gate Bridge, simbolo della città, tra la folta nebbia estiva. Nell'angolo in basso a destra, una breve ma incisiva nota: "Real Summer, Real Close. Go Tahoe North". Per avere l'estate vera, quella che vi immaginate insomma, dovete spingervi un po' più in là: a 320km da San Francisco, c'è la sponda settentrionale del lago Tahoe, e lì sì che troverete quello che cercate!

In città comunque in questo periodo, hanno luogo molte delle attività ricreative che solitamente impegnano le nostre estati italiane: concerti gratuiti all'aperto (ricordate quello allo Stern Grove Festival o quello dell'anno scorso al Dolores Park?), cinema all'aperto, visite guidate della città. Ma chi ha il coraggio di andarsi a vedere un film al parco con la nebbia di sera? Solo un americano che poveretto non sa che al cinema all'aperto si va quando fa caldo, quando muori dalla voglia di avere tra le mani un ghiacciolo che ti rinfreschi e ti disseti, e quando le zanzare sono pronte a beccarti sulle dita dei piedi perché indossi i sandali. Loro, gli americani, forse non sanno che in altre parti del mondo funziona così... ma noi italiani, che lo sappiamo, come facciamo ad andare al cinema all'aperto con questo freddo, me lo dite?!!
To be continued...     

venerdì 2 agosto 2013

Art Story #1

Immagini tratte dal sito del progetto
La storia è un po' questa: due disegnatori della Florida, Aaron Blaise e Chuck Williams, che hanno lavorato per più di vent'anni per la Walt Disney nella produzione di cartoni animati di grandissimo successo come Pocahontas, Koda, fratello orso, Il Re Leone, La Bella e la Bestia e Aladdin, stanno mettendo in piedi un progetto davvero interessante e del tutto indipendente. 
In pratica, vogliono realizzare un cartone animato intitolato Art Story che avrà come tema l'esplorazione del vasto mondo della storia dell'arte. I due protagonisti, li vedete qui sotto, saranno Walt, un ragazzino undicenne assai meticoloso e il suo eccentrico nonno.
In questo affascinante viaggio che li porterà a girovagare da un dipinto all'altro, i due incontreranno numerosi, divertenti personaggi e anche una spietata figura decisa a fare la differenza nel mondo reale. 
Walt e il nonno dovranno quindi fare squadra per fermare il cattivo di turno per tornare presto a casa dopo aver risolto il caso.  
Di volta in volta, entreranno a passo leggero in alcuni dei più celebri dipinti di tutti i tempi, prendendo le forme tipiche dello stile dei singoli artisti scelti per l'occasione.
Li vedremo quindi seduti a discutere di fronte al fuoco insieme a Vincent Van Gogh, sotto ad uno dei suoi turbinosi cieli stellati...
Vedremo Walt calpestare uno degli orologi molli di Dalì, che mostra la relatività del tempo nel contesto surrealista.
E insieme al nonno, vedremo Walt volteggiare in una realtà da sogno ispirata a Chagall.
Ma questi sono solo alcuni esempi.
Aaron e Chuck stanno ancora cercando ispirazione e per questo hanno creato una pagina facebook per accogliere anche le vostre proposte. 
Potete quindi proporre il dipinto o il personaggio della storia dell'arte che vorreste fosse presente nel film seguendo le istruzioni riportate nell'immagine qui a destra, che trovate sulla stessa pagina facebook di Art Story
Se invece volete appoggiare la mia proposta, sappiate che da fedele medievista padovana quale sono, ho suggerito Giotto come esempio emblematico dell'artista medievale! 
Suvvia, sostenetemi in questo azzardo: sarebbe un bel colpo convincere questi disegnatori americani a prendere in considerazione anche il Medioevo!

Altra cosa importante.  
Scrivono gli stessi ideatori del progetto:
The worlds of paintings are endless -- and the technology is available now to take us all into them and explore them in this unique way (= i mondi dipinti sono infiniti e la tecnologia che abbiamo oggi a disposizione ci permette di entrare in questi mondi e di esplorarli in questo modo unico nel suo genere). 

La tecnologia viene messa al servizio della comunità con un intento principalmente educativo che vuole essere anche piacevole nell'intrattenere e nell'arricchire il pubblico, stimolandolo intellettualmente. Mi sembra che lo scopo sia quello di avvicinare i più giovani all'arte e di tenere vive le menti di tutti noi, che in ogni immagine potremo ritrovare un ricordo, un sogno, un pensiero generato dall'arte... 
E allora perché non dare un aiuto concreto per supportare questo progetto?  
Come penso sappiate, lavorare in un contesto indipendente significa non avere a disposizione il sostegno economico di case di produzione milionarie come la Walt Disney. Ecco perché Aaron e Chuck hanno bisogno del nostro aiuto per portare nelle sale cinematografiche questo film e a tal fine hanno creato una pagina apposita su Kickstarter per raccogliere i fondi. Sinora hanno raggiunto i 74.603 dollari, ma ne servono 350.000! Ancora 20 giorni a disposizione per far sì che questo progetto si concretizzi e tutti noi potremo godere nel vedere prodotta questa storia!  
Tegolina ed io abbiamo già dato il nostro contributo, con una piccola cifra, del tutto simbolica, che ci aspettiamo però possa essere una goccia nell'oceano, capace di fare la differenza.  
Voi che fate? Partecipate?
Alla prossima
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